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Thu 17 Aug 2017
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Informazioni su i pasei della zona - JESOLO

JESOLO

JESOLO

Jesolo (in veneto Jèxoło) è un comune di 23.988 abitanti[1] della provincia di Venezia, situato a nord di Venezia.

Il territorio si estende lungo la costa veneziana, su un territorio pianeggiante che si affaccia sul mar Adriatico ed è orlato dalla laguna di Jesolo (22 kmq), dai fiumi Sile e Piave, e alle foci di questo dall'antistante laguna del Mort, e dall'Adriatico. La valle di Dragojesolo è, insieme a quella di Grassabo', la piu' estesa della laguna Nord. La fascia costiera è bassa e sabbiosa. Fino agli anni 50 cioè prima della urbanizzazione la spiaggia di Jesolo raggiungeva una larghezza di 500 metri.

La stragrande maggioranza delle aree urbanizzate della citta', si trovano su una sorta di "isola", delimitata dai fiumi Piave (ad est), Sile (ad ovest) e dal canale artificiale Cavetta.

La zona piu' elevata è quella nota come "Monte Lepre" che si eleva a circa 10 m s.l.m.: fa parte della citta' ed è limitata dal mare a sud e da via Martin Luther King a nord.

L'attuale territorio del comune era nell'antichita' una laguna, all'interno della quale sorgevano alcune piccole isole, delle quali quella chiamata dai romani Equilium era la maggiore. Il sito era abitato da popolazioni paleovenete, famose per l'allevamento dei cavalli. Le popolazioni locali furono alleate di Roma contro la minaccia costituita dai Goti e permisero ai romani di stabilirsi pacificamente nell'odierno Veneto. I romani colonizzarono dunque queste terre, costruendo strade, ponti e villaggi; sistemarono il territorio coltivabile procedendo alla centuriazione (divisione in lotti) ed attuarono i primi lavori di bonifica e contenimento delle acque.

Con il crollo dell'impero sopraggiunse l'insicurezza: le scorrerie degli invasori barbarici scacciarono gli abitanti dalle pianure, costringendoli a rifugiarsi nelle lagune: in particolare, gli abitanti di Oderzo fondarono Eraclea sull'isola di Melidissa e Jesolo sull'isola di Equilio.

Grazie alla sua particolare posizione, Jesolo si trovo' ad essere al centro dei commerci marittimi dell'area nord-adriatica: protetta dalla laguna, pote' svilupparsi indisturbata e fu sede della scomparsa diocesi di Equilio. Una tragica piena del Sile e l'arrivo dei Franchi provocarono il decadimento del fiorente porto di Jesolo: nel 1466 la diocesi fu soppressa e alla fine del secolo la citta' era ridotta a pochi casolari semi disabitati; Per ovviare alla mancanza di chiese, il patrizio veneziano Soranzo fece costruire, a proprie spese e su terre di proprieta' familiare, una chiesa, poi dedicata a San Giovanni Battista ed eretta a parrocchia.

Attorno alla nuova chiesa si costitui' il villaggio di Cavazuccherina e per favorire l'abitabilita' della zona, la Repubblica di Venezia attuo' vari interventi di diversione fluviale, miranti principalmente ad allontanare i fiumi Piave e Sile. Cavazuccherina sopravvisse per alcuni secoli, e divenne comune autonomo solo all'avvento di Napoleone (22 dicembre 1807). Cacciato Napoleone, gli Austriaci costituirono un consorzio per favorire il miglioramento dei territori lagunari, ormai ridotti a palude ("Consorzio Passarella"). L'annessione al Regno d'Italia non miglioro' la situazione preesistente. Durante la prima guerra mondiale la popolazione di Cavazuccherina fu costretta ad evacuare. Mentre gli Italiani allagavano la zona di Caposile, verso le foci del Piave, gli Austriaci presidiavano il territorio paludoso, dove la malaria e la spagnola (febbre di origine virale), mietevano vittime.

Nel primo dopoguerra ripresero i lavori di bonifica, che furono predisposti dai "Consorzi di Bonifica del Basso Piave". La "Grande Bonifica" fu realizzata tra il 1920 ed il 1930: furono introdotte le coltivazioni di frumento, granoturco e barbabietola da zucchero, alle quali si aggiunsero le piantagioni di alberi da frutto ed i vigneti.

Il 28 agosto 1930 il comune fu rinominato con l'antico nome di Jesolo e dal 1936 le localita' di "Marina Bassa" e di "Spiaggia" furono denominate "Lido di Jesolo". La rinascita agricola coincise con la "riscoperta" di Jesolo: nacquero i primi stabilimenti per le cure elioterapiche. Risalgono agli anni Trenta i primi alberghi ed i primi ristoranti: lo sviluppo segno' una battuta d'arresto con lo scoppio della seconda Guerra Mondiale ma, tornata la pace, la ripresa parti' a ritmo sempre piu' veloce.

Jesolo Lido ha ospitato negli anni Ottanta, in una struttura della Croce Rossa Italiana un centinaio cittadini polacchi che avevano richiesto asilo politico e negli anni Novanta circa 1400 profughi provenienti dalla ex-Jugoslavia. Attualmente (2007-2008) la struttura continua ad essere utilizzata dalla Croce Rossa Italiana per corsi di aggiornamento e, durante il periodo estivo, ospita gli agenti di Polizia che vengono distaccati presso la citta' per mantenere l'ordine pubblico. Dall'estate del 2007 la struttura ha nuovamente ospitato dei profughi provenienti da alcuni paesi del continente africano.


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